Pensare vuol dire… Avrei potuto scriverlo io. Invece l’ha scritto Michel.

Pensare vuol dire inventare. Tutto il resto – citazioni, note a piè di pagina, indice, riferimenti, copia-incolla, bibliografia delle fonti, commenti …- può passare per preparazione, ma presto cade nella ripetizione, nel plagio e nel servilismo. All’inizio, imitare per formarsi non ha niente di disonorevole: bisogna imparare. Ma poi conviene dimenticare questa ferula, questo “format per”, alleviato, innovare. (Premessa, Il mancino zoppo, Bollati Boringhieri).

Pensare trova. Un pensatore è un troviero, un trovatore. Imitare ripete, e il suo riflesso ritorna. Scoprire non capita spesso. Il pensiero, la rarità.

Se pensare significa inventare, che dire dunque?

Chi è o che cos’è il soggetto del pensiero? Sub-jectum, ciò che è gettato sotto, gettato sotto di me, gettato sotto ogni cosa: il suolo, la terra sotto i piedi del quadrupede, la polvere sotto il ventre del serpente, il tufo del letto del fiume sotto la pancia del tuffatore, sotto i comportamenti del corpo, sotto l’Universo e il suo Grande Racconto, sotto l’evoluzione della vita, flusso dinamico produttore di figure. Per pensare mi basta, soggetto, gettarmi sotto.

Emettere informazioni sempre più rare, sempre più controllate all’emissione, sempre più indipendenti dalla ricezione, dalo stoccaggio e dal trattamento, sempre più distanti dal loro equilibrio, contingenti, ramificate, mancine, zoppe. E, ancora, immergersi nelle biforcazioni, nelle ramificazioni del Grande racconto o dell’evoluzione.

Le 4 regole universali degli esistenti:

  1. emettere informazioni (batterio, fungo, balena, sequoia)
  2. ricevere informazioni  (cristallo, roccia, mare, pianeta, stella, galassia)
  3. immagazinare l’informazione
  4. e trattare l’informazione (individuo, famiglia, fattoria, villaggio, metropoli, nazione).

(pag. 71) Pensare, inventare o produrre presuppone un movimento, un atto di uscita, di estrazione, come di parto, in questo caso di spedizione, di distacco o di invio, di spinta in avanti, di esternalizzazione.

Awesome Stuff

One morning, when Gregor Samsa woke from troubled dreams, he found himself transformed in his bed into a horrible vermin. He lay on his armour-like back, and if he lifted his head a little he could see his brown belly, slightly domed and divided by arches into stiff sections. The bedding was hardly able to cover it and seemed ready to slide off any moment.

Read This : Traveling in Turkey

It wasn’t a dream. His room, a proper human room although a little too small, lay peacefully between its four familiar walls. A collection of textile samples lay spread out on the table – Samsa was a travelling salesman – and above it there hung a picture that he had recently cut out of an illustrated magazine and housed in a nice.

  • Impenetrable foliage of my trees, and but a few stray gleams.
  • A wonderful serenity has taken possession of my entire soul.
  • I should be incapable of drawing a single stroke at the present moment.
Smart App

The bedding was hardly able to cover it and seemed ready to slide off any moment. His many legs, pitifully thin compared with the size of the rest of him, waved about helplessly as he looked.

“What’s happened to me?” he thought. It wasn’t a dream. His room, a proper human” although a little too small, lay peacefully between its four

One morning, when Gregor Samsa woke from troubled dreams, he found himself transformed in his bed into a horrible vermin. He lay on his armour-like back, and if he lifted his head a little he could see his brown belly, slightly domed and divided by arches into stiff sections. The bedding was hardly able to cover it and seemed ready.

My New Stories